Battito, sonno e digestione cambiano nei periodi di stress. Che cos’è il sistema nervoso autonomo e perché il corpo reagisce senza una decisione cosciente.
Che cosa succede quando sei sotto pressione
Il cuore accelera prima di una telefonata importante, la digestione cambia durante un periodo di forte pressione, arriva la sera e il corpo sembra avere ancora un altro programma. Oppure il sonno non arriva, o si interrompe continuamente durante la notte.
Negli ultimi tempi mi sento chiedere che cosa c’entra il nervo vago, se si può misurare lo stress cronico. Queste domande hanno tutte lo stesso punto di partenza: gran parte di ciò che accade nel tuo organismo non aspetta una decisione cosciente.
Che cosa vuol dire autonomo
Fu il fisiologo britannico John Newport Langley, fra Ottocento e Novecento, a organizzare sotto il nome di sistema nervoso autonomo le vie che regolano le funzioni viscerali, distinguendo componente simpatica, parasimpatica ed enterica. Autonomo non vuol dire separato dal cervello: vuol dire che non devi pensare a ogni singolo passaggio. Non decidi battito per battito la frequenza cardiaca, e il corpo adatta queste funzioni a ciò che accade.
Lo stress non è soltanto sentirsi stressati
Nel 1915 Walter Cannon descrisse le modificazioni corporee che accompagnano paura, dolore e forte attivazione emotiva, contribuendo alla comprensione di quella risposta poi nota come lotta o fuga. Davanti a una richiesta cambia il battito, cambiano la pressione, la respirazione e la disponibilità di energia. Non è una risposta patologica: lo stress acuto fa parte delle capacità di adattamento.
La rappresentazione più conosciuta attribuisce al simpatico la preparazione all’azione e al parasimpatico il recupero, ma non significa che uno sia acceso e l’altro spento: i due sistemi agiscono insieme e in modo diverso sui vari organi, secondo la situazione. Il problema compare quando le richieste si protraggono o si ripetono e il recupero diventa insufficiente: è in quel terreno che può svilupparsi una condizione di stress cronico, che coinvolge sistema nervoso, ormoni, metabolismo e sistema immunitario e non si riduce alla sensazione di sentirsi stressati.
Il nervo vago porta informazioni in entrambe le direzioni
Il nervo vago è il decimo nervo cranico e una delle principali vie del sistema parasimpatico. Collega il tronco encefalico con numerose strutture del torace e dell’addome, ma non è il filo attraverso cui il cervello impartisce ordini al corpo: una larga parte delle sue fibre porta informazioni nella direzione opposta, dagli organi verso il sistema nervoso centrale, come hanno descritto Berthoud e Neuhuber (2000).
Il cervello, quindi, non si limita a dirigere il corpo, lo ascolta continuamente. Una risposta fisiologica può essere già iniziata quando tu cominci a darle un significato: senti il battito accelerare e lo interpreti come agitazione. Il pensiero conta, ma non è necessariamente il primo passaggio.
Il dialogo con il sistema immunitario
Sistema nervoso e sistema immunitario comunicano di continuo, e il nervo vago partecipa a questa comunicazione attraverso il riflesso colinergico antinfiammatorio (Pavlov e Tracey, 2012), un meccanismo reale ma ancora in corso di definizione. È uno dei motivi per cui oggi nervo vago, stress e infiammazione cronica vengono studiati insieme.
Questo non significa che tutta l’infiammazione cronica dipenda dallo stress, né che esista un interruttore del nervo vago capace di spegnerla. Il meccanismo lo trovi spiegato per esteso nell’articolo dedicato a infiammazione cronica, stress e nervo vago.
La misurazione è un discorso a parte. Non esiste un esame che da solo misuri lo stress cronico di una persona: esistono indicatori indiretti, che vanno interpretati nel contesto. Anche i segnali del corpo fanno parte del quadro, e imparare a riconoscerli aggiunge informazioni che nessun valore isolato può dare.
Il posto della Teoria Polivagale
A partire dagli anni Novanta Stephen Porges propone con la Teoria Polivagale un modo ulteriore di organizzare questa fisiologia: l’attenzione si sposta verso differenti “stati” autonomici e verso il modo in cui l’organismo risponde ai segnali di sicurezza, pericolo e connessione. È da questa cornice che arrivano i concetti di gerarchia, neurocezione, coregolazione, connessione e freno vagale.
Continua a essere oggetto di studio e confronto scientifico, e nel mio lavoro la utilizzo come modello organizzativo, utile per rendere comprensibili alcuni stati fisiologici, non come spiegazione definitiva di tutto ciò che avviene nel sistema nervoso.
Cosa significa, in concreto
Se il corpo non riesce a rallentare proprio quando tu vorresti farlo, non è una questione di volontà. Prova a immaginarlo: ti accorgi che il respiro è diventato più corto, noti le spalle irrigidite, percepisci che il tuo ritmo è cambiato. Non hai ancora modificato quello stato, ma hai letto il segnale prima di giudicarlo, ed è da lì che diventa possibile lavorare sulla regolazione invece di chiedere al corpo di smettere.
Un percorso di gruppo o un lavoro individuale con me
Capire come funziona è il primo passaggio. Riconoscere i propri segnali e allenare modalità diverse di regolazione richiede pratica, ed è il lavoro dei percorsi di gruppo che conduco online, seguibili da qualunque parte d’Italia.
Il Training Autogeno e Rilassamento Guidato parte dalle sensazioni corporee e dall’allenamento alla distensione. Gli Esercizi Polivagali lavorano sul riconoscimento degli “stati” e sui segnali di sicurezza. Il Mindful Eating porta lo stesso ascolto nel rapporto con fame, sazietà, emozioni e cibo. Quale sia più adatto per te dipende da dove senti maggiormente il problema.
Se preferisci un percorso costruito sulla tua situazione specifica, puoi scrivermi dalla pagina Contatti. Trovi la mia formazione e il mio percorso professionale nella pagina Chi sono.

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