L’infiammazione cronica non nasce solo da cosa mangi. Scopri il legame con stress e nervo vago, e come riportare il corpo in equilibrio con un supporto medico.
Infiammazione cronica: non è solo una questione di dieta
Se hai cercato “infiammazione cronica”, probabilmente hai già letto molto su alimenti “antinfiammatori” da aggiungere o togliere dalla dieta. È un pezzo del quadro, ma non tutto: l’infiammazione cronica di basso grado è anche una risposta del corpo ad uno stato prolungato di stress, spesso silenzioso, che il sistema nervoso fatica a spegnere.
In venticinque anni di attività ho visto quanto spesso questo aspetto venga trascurato: pazienti che seguono con precisione ogni indicazione nutrizionale, ma che restano in uno stato di tensione costante, per lavoro, preoccupazioni o abitudini di vita, senza rendersi conto che è proprio quello stato a mantenere alta l’infiammazione, indipendentemente da cosa hanno nel piatto.
Il ruolo del nervo vago nell’infiammazione
Il nervo vago è il principale canale di comunicazione tra cervello e organi interni, e regola quello che in fisiologia si chiama riflesso colinergico antinfiammatorio: quando il suo tono è basso, cioè quando il sistema nervoso resta bloccato in uno stato di allerta, il corpo produce più mediatori infiammatori. Una buona regolazione del nervo vago è quindi uno degli strumenti più diretti per intervenire sull’infiammazione cronica, non solo sui sintomi digestivi o sul rilassamento generale.
Questo è uno degli ambiti che approfondisco anche attraverso un master di alta formazione dedicato a neuroplasticità e medicina della longevità, che integra proprio la relazione tra sistema nervoso, infiammazione e invecchiamento in salute.
Stress cronico, corpo in allerta, infiammazione
Quando il sistema nervoso autonomo resta a lungo in uno stato di attivazione, per stress cronico non riconosciuto o non gestito, il corpo interpreta questa condizione come una minaccia costante. La conseguenza è un’infiammazione di basso grado che si mantiene nel tempo, contribuendo a stanchezza, difficoltà digestive, tensione muscolare e, spesso, anche a un rapporto più difficile con il cibo, con episodi di fame nervosa o ricerca di comfort food.
Questo stato di allerta prolungata non resta confinato al sistema digestivo: coinvolge anche il cuore. L’attivazione neuroendocrina legata allo stress cronico è stata associata a ipercoagulabilità e attivazione infiammatoria, entrambi processi collegati al rischio di malattia coronarica (Wirtz & von Känel, 2017; American Heart Association, 2021). La buona notizia è che vale anche il percorso inverso: una recente meta-analisi ha associato yoga e tecniche di rilassamento a una riduzione degli eventi cardiaci (Chu et al., 2016, European Journal of Preventive Cardiology), e uno studio specifico ha mostrato un effetto misurabile della respirazione consapevole sulla funzione cardiaca (Smyrnova & Babkina, 2021).
Come lavoro su questo, in pratica
Il mio approccio, basato sulla Teoria Polivagale di Stephen Porges e Deb Dana, parte proprio da qui: aiutare il sistema nervoso a riconoscere quando può uscire dallo stato di allerta, per permettere al corpo di ridurre l’infiammazione alla radice, non solo di gestirne i sintomi. Anche la letteratura più recente conferma questa direzione: nel suo libro Yoga e Teoria Polivagale (Raffaello Cortina, 2025), la psicologa clinica Arielle Schwartz, specializzata nell’applicazione della Teoria Polivagale alla guarigione del trauma, descrive come esercizi di respirazione, pratiche corporee e meditazione aiutino il sistema nervoso a ritrovare uno stato di calma e sicurezza in modo rapido ed efficace.
Gli Esercizi Polivagali sono pensati proprio per questo lavoro di regolazione, mentre chi cerca anche un supporto sul piano alimentare può affiancarli a un percorso di Mindful Eating, utile quando lo stress si traduce anche in un rapporto disregolato con il cibo. Chi preferisce partire da una pratica di rilassamento più guidata trova un punto di ingresso simile anche nel percorso di Training Autogeno e Rilassamento Guidato.
Cosa significa, in concreto
Prova a immaginarlo: alzarti al mattino sentendo di avere le energie per vivere al meglio le giornate, invece di partire già in debito. Non è solo l’assenza di stanchezza: è il corpo che non deve più spendere risorse per gestire un’allerta di fondo che non serve, e può usarle per vivere, non per sopravvivere alla giornata.
Un percorso di gruppo o un lavoro individuale con me
Se preferisci iniziare in un contesto di gruppo, puoi scoprire date e percorsi disponibili qui: sono pensati per chi vuole apprendere queste tecniche passo passo, insieme ad altre persone.
Se invece la tua situazione è più specifica, o preferisci un lavoro diretto con me, in presenza o online, puoi contattarmi qui: rispondo personalmente e in tempi rapidi per capire insieme qual è il percorso più adatto a te. Per saperne di più sul mio percorso professionale, puoi leggere chi sono.

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