Si pensa spesso che stare bene dipenda dalla forza di volontà. Ma il controllo è già una forma di stress: uno sforzo continuo che consuma energia e prima o poi si esaurisce. La strada verso la regolazione passa dalla consapevolezza, che non è controllo e non è istinto: è la capacità di notare e nominare che cosa sta succedendo, mentre succede.
Deb Dana, che ha portato la Teoria Polivagale nella pratica clinica, descrive tre elementi che aiutano il sistema nervoso a restare ancorato alla sicurezza: contesto, scelta e connessione. Quando ci sono tutti e tre, regolarsi è più facile; quando ne manca anche uno, il corpo se ne accorge prima di noi. Conoscerli aiuta a capire perché certe situazioni mettono in allarme anche quando non succede niente di grave.
La coregolazione è il modo in cui, secondo la Teoria Polivagale, due sistemi nervosi si influenzano a vicenda attraverso volto, voce e presenza. Non è un bisogno dell'infanzia che si supera crescendo: accompagna tutta la vita, insieme alla capacità di regolarsi da sé. Quando manca, il corpo lo registra come un segnale di pericolo.
La neurocezione è il processo con cui, secondo la Teoria Polivagale, il sistema nervoso valuta di continuo se una situazione è sicura o pericolosa, prima che tu ci pensi. Ascolta corpo, ambiente e relazioni, e da qui nascono stato, emozioni e pensieri. Conoscerla aiuta a leggere reazioni che sembrano arrivare dal nulla.
Il sistema nervoso autonomo regola battito, respiro e digestione senza che tu debba controllarli, e il nervo vago è una delle principali vie del parasimpatico. Capire come lavorano aiuta a leggere quello che il corpo fa quando lo stress si prolunga e il recupero non basta più.
Dormire poco non significa automaticamente ingrassare, e dormire bene non garantisce una vita più lunga. Il sonno, però, partecipa alla regolazione dell'appetito, dell'assunzione energetica e del sistema nervoso autonomo. Inoltre, gli studi condotti su grandi popolazioni mostrano che dormire abitualmente troppo poco o troppo a lungo è associato a un maggiore rischio di mortalità. Prendersi cura del sonno significa quindi occuparsi di una parte importante della salute, non soltanto del riposo.
Avere gas nell'addome e sentirsi un po' più gonfi dopo un pasto fa parte della normale fisiologia digestiva. Quando invece il gonfiore diventa ricorrente e condiziona la giornata, raramente esiste una causa sola: contano ciò che mangi, la funzionalità intestinale e il modo in cui il corpo "sente" quanto sta succedendo e come reagisce. In una parte delle persone è stato osservato anche un meccanismo poco conosciuto, nel quale diaframma e muscoli addominali si coordinano in modo diverso dal previsto. Conoscerlo cambia le domande da farsi prima di eliminare l'ennesimo alimento.
La ricerca su solitudine e isolamento sociale mostra che la connessione è una dimensione importante della salute, non soltanto del benessere emotivo. Il ritorno di Ulisse offre un'immagine potente di riconoscimento e appartenenza. La Teoria Polivagale di Stephen Porges propone poi una cornice per leggere il modo in cui i segnali relazionali di sicurezza e la coregolazione possono accompagnarsi a cambiamenti dello stato del sistema nervoso autonomo.
Non mangiamo soltanto perché lo stomaco è vuoto. Vista, profumi, consistenze, pensieri, ricordi ed emozioni possono partecipare al desiderio di cibo: sono sensazioni nel corpo, pensieri nella mente, emozioni nel cuore. Jan Chozen Bays ha raccolto questi segnali in una mappa di nove tipi di fame: imparare a riconoscerli è il primo passo della mindful eating.
Si moltiplicano gli hotel di lusso che costruiscono la propria offerta intorno al sonno: sleep coach dedicati, camere pensate al millimetro per favorire il riposo. Il meccanismo che le rende efficaci, però, non ha bisogno di un soggiorno di lusso: è la neurocezione, il modo in cui il sistema nervoso legge l'ambiente per capire se può lasciarsi andare al sonno. Capirlo permette di ricreare le stesse condizioni a casa
L'infiammazione cronica di basso grado non dipende soltanto da ciò che mangiamo: stress, sonno, attività fisica e altri fattori dello stile di vita fanno parte dello stesso quadro. Prendersi cura anche dei momenti di recupero, del rilassamento e della regolazione significa quindi lavorare su aspetti che l'alimentazione da sola non può esaurire. Sistema nervoso e sistema immunitario comunicano tra loro, ma non esiste un singolo esercizio capace di "spegnere" l'infiammazione: il lavoro sulla regolazione può essere un tassello di un approccio più ampio.