Secondo Deb Dana tre elementi aiutano il sistema nervoso a sentirsi al sicuro: contesto, scelta e connessione. Cosa succede quando ne manca uno.

Tre elementi, non tre regole

Ti è mai capitato di ricevere un messaggio con scritto soltanto “dobbiamo parlare” e passare le ore successive con il respiro corto, a immaginare il peggio? Non è successo niente, eppure il corpo è già in allerta.

In questa serie abbiamo visto la scala dei tre stati, la neurocezione e la coregolazione. Deb Dana aggiunge tre elementi di benessere che aiutano a restare nello stato ventro-vagale: contesto, scelta e connessione (Dana, 2021). Non sono regole da rispettare, sono condizioni da riconoscere: quando mancano, ci si sente fuori fase e si scivola più facilmente verso la protezione.

Contesto: sapere che cosa sta succedendo

“Contesto” viene dal latino contexere, intrecciare. È la possibilità di raccogliere informazioni su che cosa sta succedendo, come e perché. Quando le informazioni sono chiare, il sistema nervoso ha segnali di sicurezza su cui appoggiarsi. Quando mancano, la neurocezione riempie i vuoti con l’esperienza passata, e spesso sceglie la difesa (Dana, 2021).

Nel messaggio “dobbiamo parlare” manca proprio il contesto. Appena arriva la seconda riga, “per organizzare la cena di sabato”, il respiro cambia prima ancora che tu ci ragioni sopra.

Scelta: poter fare un passo, avanti o indietro

Il secondo elemento è la possibilità di scelta: restare o muoversi, avvicinarsi o allontanarsi. Quando la scelta si restringe e ci si sente in trappola, in coda senza uscite o in una riunione che si allunga senza preavviso, il sistema nervoso cerca una via di fuga. Può arrivare l’allerta dello stato simpatico, con ansia o rabbia, oppure lo spegnimento dello stato dorso-vagale, con la sensazione che l’energia se ne vada (Dana, 2021).

Questo elemento trova riscontro anche fuori dal modello polivagale. Una revisione di 208 studi di laboratorio ha osservato che i compiti percepiti come incontrollabili sono tra quelli che alzano di più il cortisolo (Dickerson e Kemeny, 2004). Sono situazioni di stress brevi, create in laboratorio: indicano una direzione, non descrivono da sole la vita quotidiana.

Dana aggiunge un dettaglio prezioso: anche troppe scelte disorientano, e una programmazione troppo rigida soffoca. Per ciascuno esiste un punto di equilibrio, con confini abbastanza chiari da orientarsi e routine abbastanza flessibili da lasciare respiro.

Connessione: con sé, con gli altri, con il mondo e con lo spirito

Il terzo elemento è la connessione, che Dana descrive in quattro direzioni: con se stessi, con le altre persone e anche con gli animali, con la natura e il mondo intorno, con la dimensione spirituale, qualunque forma abbia per ciascuno (Dana, 2021). Quando una di queste si incrina, ci si rivolge agli altri per ritrovare la strada: è la coregolazione dell’articolo precedente.

Cosa significa, in concreto

La prossima volta che il corpo entra in allarme senza un motivo evidente, invece di chiederti che cosa non va in te, passi in rassegna i tre elementi. Mi manca un’informazione? Mi sento senza via d’uscita? Ho perso il contatto con qualcosa o con qualcuno? A volte rimettere al suo posto anche un solo elemento, una domanda per chiarire, un piccolo margine di scelta, una telefonata, rende di nuovo percorribile la scala.

Un percorso di gruppo o un lavoro individuale con me

Contesto, scelta e connessione non si imparano solo leggendo: si allenano, ed è il lavoro dei tre percorsi di gruppo che conduco online, seguibili da qualunque parte d’Italia. Gli Esercizi Polivagali aiutano a riconoscere quale dei tre elementi ti manca nelle situazioni che ti mettono in allarme. Training Autogeno e Rilassamento Guidato costruiscono una routine regolare ma non rigida, un appuntamento con il corpo che diventa contesto prevedibile. Mindful Eating porta la scelta a tavola, cercando il proprio punto di equilibrio tra regole troppo rigide e assenza di confini.

Sono strade diverse sullo stesso principio, e il più adatto per te dipende da dove senti di più il problema. Se in queste situazioni hai ritrovato qualcosa di tuo, il passo successivo è passare dalla lettura alla pratica. Se preferisci un lavoro costruito sulla tua situazione, puoi scrivermi dalla pagina Contatti e valutiamo insieme un percorso individuale. La mia formazione la trovi nella pagina Chi sono.

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