Il nervo vago rallenta il cuore a ogni respiro. Che cos’è il freno vagale e come permette di accelerare quando serve e poi tornare alla calma.

Un cuore che non batte come un metronomo

Ti è mai capitato di correre per non perdere il treno e sentire il cuore tornare tranquillo in pochi minuti, mentre altre volte una semplice email ti lascia in agitazione per ore? La differenza ha a che fare con un meccanismo preciso.

Un cuore sano non batte come un metronomo. A riposo il nervo vago lo rallenta di continuo: senza questa azione batterebbe molto più veloce. Già a metà Ottocento i fratelli Weber osservarono che stimolando il vago il cuore rallenta. È fisiologia classica. Il nome freno vagale e il suo legame con lo stato ventro-vagale appartengono invece al modello di Porges, che lo descrive come la via con cui il vago ventrale regola il ritmo del cuore (Dana, 2018).

Il freno lavora anche a ogni respiro: in inspirazione si allenta un poco e il battito accelera, in espirazione si riattiva e il battito rallenta. Questa oscillazione naturale si chiama aritmia sinusale respiratoria, e non ha niente di patologico: è il segno di un sistema che si adatta.

Come i freni di una bicicletta

Deb Dana usa un’immagine semplice: i freni di una bicicletta in discesa (Dana, 2020). Allenti un poco la presa e le ruote girano più veloci, stringi e rallenti. Il freno vagale fa lo stesso con l’energia dello stato simpatico: si allenta per lasciarne entrare quanto serve, poi si riattiva e la riporta sullo sfondo.

Finché il freno è allentato ma non rilasciato del tutto, resti nella sicurezza dello stato ventro-vagale anche con molta energia in circolo: attenzione, entusiasmo, voglia di giocare, perfino allerta, senza passare alla difesa (Dana, 2018). È il motivo per cui nel secondo articolo di questa serie il caffè rovesciato si gestisce dalla cima della scala. Quando invece la richiesta supera le risorse, il freno si rilascia del tutto e il simpatico prende il comando, con l’attacco o la fuga.

Un freno che si allena

Il freno vagale si costruisce anche nelle relazioni. Secondo Dana, chi ha avuto poche esperienze di coregolazione può vivere anche piccoli contrattempi come sfide troppo grandi, perché il freno ha avuto meno occasioni di esercitarsi (Dana, 2018). Non è un difetto: è un allenamento che non c’è stato, e che si può fare in qualsiasi momento della vita.

Dana propone di trovare un’immagine personale del proprio freno, una bicicletta, un rubinetto, un cancello, e di seguirne il movimento con il respiro, partendo da sfide piccole prima di passare a quelle più impegnative (Dana, 2020).

Cosa significa, in concreto

Prova a immaginare che arrivi una notizia inattesa e di sentire il cuore accelerare. Invece di spaventarti per quella reazione, la riconosci: il freno si sta allentando per darti energia. Poi, a richiesta passata, segui qualche espirazione lenta e senti il battito rallentare. Non stai combattendo il corpo: stai usando un meccanismo che lavora con te a ogni respiro.

Un percorso di gruppo o un lavoro individuale con me

Scala, neurocezione, coregolazione, contesto, scelta, connessione e freno vagale: in questa serie sono diventati parole, nei percorsi di gruppo che conduco online, seguibili da qualunque parte d’Italia, diventano pratica. Gli Esercizi Polivagali allenano proprio il freno vagale, con il respiro, il movimento e le immagini. Training Autogeno e Rilassamento Guidato lavorano sul ritorno alla calma, con esercizi ripetuti che il corpo impara a riconoscere. Mindful Eating porta lo stesso ascolto a tavola, dove accelerare e rallentare si vede anche nel ritmo con cui si mangia.

Sono strade diverse sullo stesso principio, e il più adatto per te dipende da dove senti di più il problema. Se in queste pagine hai ritrovato qualcosa di tuo, il passo successivo è passare dalla lettura alla pratica. Se preferisci un lavoro costruito sulla tua situazione, puoi scrivermi dalla pagina Contatti e valutiamo insieme un percorso individuale. La mia formazione la trovi nella pagina Chi sono.

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