Il nervo vago rallenta di continuo il battito del cuore, e Stephen Porges chiama questa azione freno vagale. Allentandosi e riattivandosi, permette di ricevere energia quando serve e di tornare alla calma quando la richiesta è passata, senza lasciare lo stato di sicurezza. È uno dei meccanismi che rendono il sistema nervoso flessibile, e si può allenare.
Secondo la Teoria Polivagale il sistema nervoso autonomo viene descritto con tre stati principali: ventro-vagale (sicurezza e connessione), simpatico (allerta) e dorso-vagale (spegnimento). Si sposta dall'uno all'altro in un ordine prevedibile, di solito un gradino alla volta, e risale ripassando dagli stessi gradini.
Ti è mai capitato, dopo giorni con pochissima energia, di sentire tornare le forze insieme a una strana irrequietezza? Attraverso la lente polivagale, questi cambiamenti assumono una nuova prospettiva.
Dormire poco non significa automaticamente ingrassare, e dormire bene non garantisce una vita più lunga. Il sonno, però, partecipa alla regolazione dell'appetito, dell'assunzione energetica e del sistema nervoso autonomo. Inoltre, gli studi condotti su grandi popolazioni mostrano che dormire abitualmente troppo poco o troppo a lungo è associato a un maggiore rischio di mortalità. Prendersi cura del sonno significa quindi occuparsi di una parte importante della salute, non soltanto del riposo.
Sentirsi esausti non significa automaticamente essere pronti a dormire: stanchezza, sonnolenza e capacità di addormentarsi sono cose diverse. Il sonno dipende dall'interazione tra pressione omeostatica, ritmo circadiano e livello di attivazione dell'organismo. Capire quale di questi fattori è in gioco, prima di cercare l'ennesima tecnica per dormire, è spesso il passo più utile.
Il bruxismo è un'attività dei muscoli masticatori che può comparire durante il sonno o durante la veglia. Nel bruxismo del sonno gli episodi sono spesso associati ai microrisvegli e a modificazioni dell'attivazione autonomica, come mostrano le ricerche di medicina del sonno; ma il fenomeno è multifattoriale, sleep e awake bruxism hanno probabilmente determinanti diversi, e non può essere spiegato semplicemente come una conseguenza dello stress. Capire queste differenze aiuta a scegliere una gestione più appropriata: dalla valutazione odontoiatrica o gnatologica, quando indicata, al lavoro complementare su tensione e regolazione quando questi aspetti fanno effettivamente parte del quadro.
Si moltiplicano gli hotel di lusso che costruiscono la propria offerta intorno al sonno: sleep coach dedicati, camere pensate al millimetro per favorire il riposo. Il meccanismo che le rende efficaci, però, non ha bisogno di un soggiorno di lusso: è la neurocezione, il modo in cui il sistema nervoso legge l'ambiente per capire se può lasciarsi andare al sonno. Capirlo permette di ricreare le stesse condizioni a casa
Ci sono giornate che, anche quando finiscono sull'orologio, non finiscono davvero dentro di noi: il corpo resta "in moto" anche quando non c'è più nulla da fare. Passare dall'attivazione al riposo non è un passaggio automatico, ma una transizione che ha bisogno di tempo e condizioni favorevoli. Riconoscere i propri stati di attivazione, e imparare ad accompagnare questo passaggio, è una competenza che si può allenare.