Si pensa spesso che stare bene dipenda dalla forza di volontà. Ma il controllo è già una forma di stress: uno sforzo continuo che consuma energia e prima o poi si esaurisce. La strada verso la regolazione passa dalla consapevolezza, che non è controllo e non è istinto: è la capacità di notare e nominare che cosa sta succedendo, mentre succede.
Avere gas nell'addome e sentirsi un po' più gonfi dopo un pasto fa parte della normale fisiologia digestiva. Quando invece il gonfiore diventa ricorrente e condiziona la giornata, raramente esiste una causa sola: contano ciò che mangi, la funzionalità intestinale e il modo in cui il corpo "sente" quanto sta succedendo e come reagisce.
In una parte delle persone è stato osservato anche un meccanismo poco conosciuto, nel quale diaframma e muscoli addominali si coordinano in modo diverso dal previsto. Conoscerlo cambia le domande da farsi prima di eliminare l'ennesimo alimento.
Non mangiamo soltanto perché lo stomaco è vuoto. Vista, profumi, consistenze, pensieri, ricordi ed emozioni possono partecipare al desiderio di cibo: sono sensazioni nel corpo, pensieri nella mente, emozioni nel cuore. Jan Chozen Bays ha raccolto questi segnali in una mappa di nove tipi di fame: imparare a riconoscerli è il primo passo della mindful eating.
Dimagrire velocemente" e l'effetto yo-yo delle diete raramente dipendono soltanto da una mancanza di forza di volontà. La Mindful Eating aiuta a riconoscere i segnali di fame, sazietà ed emozioni che le diete tradizionali spesso non toccano. Quando stress e tensione hanno un ruolo importante nel proprio rapporto con il cibo, anche il lavoro sulla regolazione del sistema nervoso, con gli Esercizi Polivagali, può avere un ruolo complementare.