La neurocezione è il processo con cui, secondo la Teoria Polivagale, il sistema nervoso valuta di continuo se una situazione è sicura o pericolosa, prima che tu ci pensi. Ascolta corpo, ambiente e relazioni, e da qui nascono stato, emozioni e pensieri. Conoscerla aiuta a leggere reazioni che sembrano arrivare dal nulla.
Dormire poco non significa automaticamente ingrassare, e dormire bene non garantisce una vita più lunga. Il sonno, però, partecipa alla regolazione dell'appetito, dell'assunzione energetica e del sistema nervoso autonomo. Inoltre, gli studi condotti su grandi popolazioni mostrano che dormire abitualmente troppo poco o troppo a lungo è associato a un maggiore rischio di mortalità. Prendersi cura del sonno significa quindi occuparsi di una parte importante della salute, non soltanto del riposo.
La ricerca su solitudine e isolamento sociale mostra che la connessione è una dimensione importante della salute, non soltanto del benessere emotivo. Il ritorno di Ulisse offre un'immagine potente di riconoscimento e appartenenza. La Teoria Polivagale di Stephen Porges propone poi una cornice per leggere il modo in cui i segnali relazionali di sicurezza e la coregolazione possono accompagnarsi a cambiamenti dello stato del sistema nervoso autonomo.
Si moltiplicano gli hotel di lusso che costruiscono la propria offerta intorno al sonno: sleep coach dedicati, camere pensate al millimetro per favorire il riposo. Il meccanismo che le rende efficaci, però, non ha bisogno di un soggiorno di lusso: è la neurocezione, il modo in cui il sistema nervoso legge l'ambiente per capire se può lasciarsi andare al sonno. Capirlo permette di ricreare le stesse condizioni a casa
Fame e sete sono bisogni diversi, ma riconoscere con precisione i segnali del corpo non è sempre immediato. Fermarsi a osservare che cosa stiamo percependo, senza rispondere automaticamente con il cibo o con regole rigide, è una delle competenze che si allenano con la Mindful Eating.