Dormire poco non significa automaticamente ingrassare, e dormire bene non garantisce una vita più lunga. Il sonno, però, partecipa alla regolazione dell'appetito, dell'assunzione energetica e del sistema nervoso autonomo. Inoltre, gli studi condotti su grandi popolazioni mostrano che dormire abitualmente troppo poco o troppo a lungo è associato a un maggiore rischio di mortalità. Prendersi cura del sonno significa quindi occuparsi di una parte importante della salute, non soltanto del riposo.
Sentirsi esausti non significa automaticamente essere pronti a dormire: stanchezza, sonnolenza e capacità di addormentarsi sono cose diverse. Il sonno dipende dall'interazione tra pressione omeostatica, ritmo circadiano e livello di attivazione dell'organismo. Capire quale di questi fattori è in gioco, prima di cercare l'ennesima tecnica per dormire, è spesso il passo più utile.
Il bruxismo è un'attività dei muscoli masticatori che può comparire durante il sonno o durante la veglia. Nel bruxismo del sonno gli episodi sono spesso associati ai microrisvegli e a modificazioni dell'attivazione autonomica, come mostrano le ricerche di medicina del sonno; ma il fenomeno è multifattoriale, sleep e awake bruxism hanno probabilmente determinanti diversi, e non può essere spiegato semplicemente come una conseguenza dello stress. Capire queste differenze aiuta a scegliere una gestione più appropriata: dalla valutazione odontoiatrica o gnatologica, quando indicata, al lavoro complementare su tensione e regolazione quando questi aspetti fanno effettivamente parte del quadro.
Si moltiplicano gli hotel di lusso che costruiscono la propria offerta intorno al sonno: sleep coach dedicati, camere pensate al millimetro per favorire il riposo. Il meccanismo che le rende efficaci, però, non ha bisogno di un soggiorno di lusso: è la neurocezione, il modo in cui il sistema nervoso legge l'ambiente per capire se può lasciarsi andare al sonno. Capirlo permette di ricreare le stesse condizioni a casa